Si tratta principalmente tavole progettuali e piani di costruzioni di imbarcazioni. Gran parte della collezione di disegni e stampe è costituita dai cosiddetti Atlas, sette raccolte di disegni e progetti relativi alla cantieristica francese di metà-fine Ottocento che sono quasi certamente entrati a far parte della collezione libraria della Regia Scuola Navale nel 1923. Ecco l'elenco dei 7 Atlas con quanto riportato sulla coperta:

  • Atlas 1: Bâtiments à voiles (56 fogli);
  • Atlas 2: Bâtiments à vapeur (60 fogli);
  • Atlas 3: Chaudieres, à vapeur, machines alimentaires, propulseurs. Installations à bord des navires (97 fogli);
  • Atlas 4: Appareils à vapeur (125 fogli);
  • Atlas 5: Bâtiments à vapeur à roues. Plans - Voilure - Emmenagements - Détails de constr.n - Guibres des navires à voiles - Plans d'embarcations. Atlas d'Etoyat (53 fogli);
  • Atlas 6: Plans, installations et produits des ateliers qui travaillent les metaux (150 fogli);
  • Atlas 7: Plans, installations et produits des ateliers qui ne travaillent pas les metaux (72 fogli).

La quasi totalità dei fogli presenti sono costituiti da litografie su carta velina, incollata ad un foglio più robusto di sostegno. Tra i disegni dell'Atlas 1, vi sono quelli dell'Armide, una fregata da 46 bocche da fuoco, di cui è presente anche la tavola delle manovre di alaggio eseguite a Tolone nel 1832. Nell'Atlas 2 si trovano cinque disegni relativi al vascello Le Napoléon, la prima nave da guerra in legno a due ponti, con macchina a vapore e propulsore ad elica. Tra le tavole tecniche dell'Atlas 3, troviamo quelle relative all'istallazione dell'elica, delle caldaie e della macchina a vapore de L'Audacieuse, una fregata di 74 metri della metà dell'Ottocento con una potenza installata di 800 cavalli, un vero e proprio record per l'epoca. Nell'Atlas 5 vi soono tavole di diverse imbarcazioni con propulsione a ruota, come il piano di costruzione di battelli postali a vapore da 220 cavalli, destianti ai Servizi Postali nel Mediterraneo, progettati dall'ingegner Moissard nel 1848. Nell'Atlas 6 ampio spazio è dedicato alle officine Indret nate nel 1777 come fonderie per i cannoni della Marina Francese, mentre nell'Atlas 7 è presente una raccolta di tavole relative alla Corderie de Brest, con la rappresentazione dei vari macchinari per la fabbricazione di funi per uso navale. La natura della raccolta e l'identico sistema di numerazione progressivo utilizzato per tutti gli atlanti rende difficile una ricostruzione esatta della ripartizione dei fogli nei vari atlas. Dove la disposizione interna dei fogli al momento della loro catalogazione si è rivelata compromessa (più fogli con lo stesso numero all'interno dello stesso atlante oppure numeri diversi da quelli previsti nel numero complessivo delle tavole indicato sull'etichetta esterna), si è tentato di riattribuire le tavole all'atlas di provenienza sulla base dell'argomento. La presenza su alcuni disegni del timbro "L. Borghi" o della dicitura manoscritta "Jean-Louis Borghi" consente di ipotizzare l'appartenenza della raccolta all'ingegnere Luigi Borghi, ispettore del Genio Navale e, negli anni Ottanta dell'Ottocento, direttore dell'Arsenale della Spezia. Contatti tra Borghi e la RSSN sono documentati nella Relazione sull'andamento della Regia Scuola Superiore Navale nell'anno decorso fra il 1° Luglio 1882 e il 30 Giugno 1883 dell'ex Ministro della Marina A. Riboty, dove si fa menzione del viaggio d'istruzione compiuto dagli studenti in quell'anno all'Arsenale spezzino.

Un patrimonio di disegni tecnici navali di fine‘800 provenienti dal DITEN della Scuola Politecnica

Il patrimonio digitale di disegni e stampe della Regia Scuola Superiore Navale di Genova comprende anche un cospicuo numero di disegni tecnici navali originali, risalenti alla fine del XIX secolo ed ai primi anni del XX, conservati presso il Polo Navale DITEN della Scuola Politecnica dell’Università di Genova.
Il complesso di questi disegni costituisce una ricca fonte di documentazione e di consultazione relativa all’industria ed all’ingegneria navale del suddetto periodo.
Il lavoro già svolto ha consentito la catalogazione di oltre duecentocinquanta cianografie blueprint o seppia, disegni a china su lucidi acquarellati, disegni a matita su carta spolvero, nei quali sono rappresentati sezioni e piani di costruzione di navi, schemi di impianti e di macchinari delle navi, dettagli tecnici/progettuali. Le condizioni dei disegni sono generalmente buone.
Ogni disegno digitalizzato è corredato da una scheda che ne comprende i metadati.

Più in dettaglio, sui disegni sono rappresentati:

  • Navi militari costruite per la Marina Italiana tra fine ‘800 e inizio ‘900;
  • Navi mercantili per trasporto merci e passeggeri;
  • Battelli, pontoni, chiatte, barche da lavoro;
  • Installazioni di apparati motore;
  • Caldaie;
  • Eliche;
  • Bacini e arsenali militari.

Nella serie di disegni di navi militari vi sono piani di costruzione, sezioni longitudinali e Album dell’Ingegnere di navi da battaglia, tra cui le corazzate RN Regina Margherita e Regina Elena, l’incrociatore RN Giovanni Bausan. Di particolare interesse i cinque Album dell’Ingegnere, relativi ad altrettante navi militari, nei quali sono rappresentati compartimenti stagni, comunicazioni col fuori bordo, comunicazioni interne, allagamento ed esaurimento, ventilazione, servizi vari, disposizione generale dell’apparato motore, protezione e difese della nave, diagrammi delle carene. In molti casi si tratta di documentazioni tecniche pressoché uniche. Molti disegni riportano le firme dei più famosi ingegneri ufficiali della Marina dell’epoca, tra i quali Benedetto Brin, Filippo Bonfiglietti, Giacinto Pullino, Edoardo Masdea, Angelo Scribanti.
Tra i disegni di navi mercantili una serie di documenti di grande interesse storico e progettuale riguarda la nave Q.S.T.S Conte Rosso. Tre tavole della raccolta, datate novembre 1914, documentano la verifica della galleggiabilità del piroscafo con due compartimenti allagati, verifica effettuata due anni dopo l’affondamento del Titanic e in applicazione delle prime norme internazionali previste dalla Convenzione Safety of Life at Sea, firmata a Londra il 20 Gennaio 1914.
La raccolta comprende una serie di disegni di caldaie marine, nella quasi totalità dei casi, caldaie cilindriche a tubi di fiamma del tipo Scozzese, con e senza cassa o camera a fuoco, con combustione a carbone, di costruzione italiana e inglese.